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EVASORI = PECCATORI
PAROLE E OPERE (n. 1)
Pisa, 6 marzo 2011 « Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù Cristo,
ringraziando Dio Padre per mezzo di Lui » ( Colossesi 3:17 ) Parlare con la Bibbia.
Il cristiano deve essere in grado di parlare dove la Bibbia parla e tacere dove essa tace Nel cristianesimo il male peggiore risiede nel fatto che, anche oggi – come sicuramente ieri e forse domani, se le cose non cambieranno in modo radicale –, si è talmente ignoranti di ciò che la Bibbia dice che ogni forma religiosa (se non addirittura ogni parvenza di religiosità) è ritenuta positiva giacché aumenterebbe la “spiritualità” della gente. Ne consegue che tutto va benissimo: dal miracolo alla religione più astrusa, che davvero nulla hanno a che spartire con il cristianesimo secondo il N.T. Si pensa comunemente che basti non fare del male al prossimo per essere salvati dal Signore nel giorno del giudizio; si pensa che sia sufficiente festeggiare i giorni stabiliti dalle Chiese per essere nel giusto. In realtà, così facendo, si distrugge l’amore genuino, continuo, giornaliero per Dio e per il prossimo, amore spezzettato da un calendario ben strutturato e costituente una precisa forma di potere mentale e materiale (studiando a fondo la funzione storica dei calendari, si scopriranno molti aspetti interessanti e istruttivi in proposito). Al contrario, l’amore e la devozione del cristiano sussistono continuativamente. I cristiani secondo il N.T. sono chiamati a inseguire la giustizia di Dio e a gridare: «La Bibbia non insegna questo»! Difatti, Cristo parla di un culto da rendere a Dio in «spirito e verità» (ecco i veri adoratori che il Padre richiede: Gv 4:23-24). Gesù, in una delle sue più dure invettive contro i Farisei, usa un brano del profeta Isaia (vissuto circa sette secoli prima di Lui) per affermare che invano si pensa di rendere un culto a Dio insegnando dottrine che sono comandamenti umani (Mt 15:1-9). Essere cristiani, e soltanto cristiani, alla gloria di Dio Padre, è la gioia e salvezza in Cristo, l’unico Maestro e guida (Mt 23:7-10), l’unico capo della Chiesa (Ef 1:22), l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (1Tm 2:5), l’unico Salvatore, che ha dato se stesso per redimere i peccati del genere umano. Per i cristiani è imperativo parlare dove e come la Bibbia parla, sapendo ben distinguere tra la Parola di Dio e il comandamento degli uomini. Occorre essere attenti, in specie laddove la tradizione non è proibita in modo formale e diretto dal N.T. Facciamo attenzione a non cadere in tale tipo di errore: altrimenti ci troveremo ad avere di tutto nel culto a Dio. Purtroppo, la storia del cristianesimo insegna che proprio questo è accaduto in numerose occasioni. |
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