ATTUALITĄ
Data 17/03/2011 11:07  Autore Arrigo  Hits 653  Lingua Globale

EVASORI = PECCATORI


Sul problema della gravissima crisi economica che attanaglia l’Italia, con i relativi interventi del governo Monti, va detto che la Chiesa Cattolica, dopo l’alzata di scudi di una parte dell’opinione pubblica circa il presunto mancato pagamento dell’ICI, si è dichiarata disponibile – in due occasioni distinte e tramite l’autorevole voce del cardinale Bagnasco (presidente della CEI – Conferenza Episcopale Italiana) – ad aprire un dialogo al riguardo. Non solo: Bagnasco ha aggiunto due dettagli assai importanti, ovviamente svaniti nel mare magnum dell’apatia della maggior parte degli Italiani quando si tratta della Chiesa Cattolica. Torneremo tra poco su questi due dettagli. Vediamo ora il nocciolo dei due interventi.

 



La Chiesa Cattolica sostiene che ha sempre pagato tutto quello che doveva e che sempre lo farà. Allora, non si capisce tanto strepito da parte di chi dichiara il contrario. Dalle autorità competenti urge fare assoluta chiarezza in proposito perché, anche e soprattutto in questo momento – come sempre del resto –, la gente onesta richiede serietà e situazioni cristalline. La Chiesa Cattolica afferma, inoltre, che desidera essere considerata alla stregua di tutte le altre associazioni senza scopo di lucro, specie per ciò che concerne i luoghi di culto. Qui viene da sorridere pensando all’elefante (la Chiesa Cattolica) che se la prende con la formica: com’è possibile paragonare la ricchezza immobiliare (e non solo) della Chiesa Cattolica con la ricchezza immobiliare di altre associazioni? Chi gravita nel mondo del volontariato, tanto benemerito per molti, sa a che cosa mi riferisco e quali siano le reali differenze tra l’elefante e la formichina. Quanto poi ai luoghi di culto del cattolicesimo, sarebbe interessantissimo sapere se tutti siano davvero e correttamente usati secondo le disposizioni di legge, o invece destinati ad altro uso …


Purtroppo, i due interventi di Bagnasco non hanno fatto sì che il nostro governo si preoccupasse di fare chiarezza sul pagamento dell’ICI da parte della Chiesa Cattolica. Una prima richiesta in tal senso da parte di alcuni parlamentari è stata bocciata; poi, non se n’è parlato più (il professor Monti ha detto che la questione non era in agenda. Come abbiamo tristemente appreso subito dopo, in agenda aveva altre questioni, assai più semplici, che poi hanno trovato immediata attuazione: tassare i soliti noti. Il cittadino italiano si consola sapendo che anche lui, senza particolari titoli di studio, sarebbe stato capace di cotanta impresa …). In buona sostanza, occorre ammettere obtorto collo che il governo Monti – tanto interessato a far quadrare i conti degli Italiani da imporre un pesantissimo sistema di esazione sui soliti disgraziati noti – non è, invece, affatto interessato a fare i conti in tasca alla Chiesa Cattolica Romana. Questa non è una novità. Su taluni versanti, non cambia mai niente, nel nostro Paese. Evidentemente i soliti disgraziati noti tra gli Italiani (quelli che pagano le tasse, quelli che hanno un autoveicolo, quelli che possiedono una casa di proprietà, quelli che hanno una busta paga e via dicendo) vanno (tar)tassati; la Chiesa Cattolica Romana no. Evidentemente i soliti disgraziati noti tra gli Italiani appartengono a una categoria inferiore, nel proprio Paese. E questa è una palese assurdità. Volenti o nolenti, gli Italiani devono attenersi ai Patti con lo Stato del Vaticano (1929 e 1984). Bisognerebbe cercare di sapere se i governanti italiani – eletti democraticamente dal popolo – avranno mai la voglia di cancellarli (ma questa è un’altra storia, affatto ipotetica). Finora la storia reale dice che tale voglia non è esistita e non esiste, e che la Chiesa Cattolica Romana continua a gravare pesantissimamente sulla vita economica (e non solo) degli Italiani.


Per principio biblico (Filippesi 4:8), il credente in Cristo non deve essere mai sospettoso senza ragione; anzi, deve pensare sempre alle cose buone e migliori. Cionondimeno, viene da chiedersi se Bagnasco non abbia fatto tali sorprendenti dichiarazioni di disponibilità sapendo che il governo, alla fin fine, non sarebbe comunque intervenuto: dunque, un’occasione studiata per magnificare la Chiesa Cattolica, in un momento di grave sofferenza del Paese? Ancora: viene da chiedersi come mai questa disponibilità non sia mai stata resa manifesta precedentemente dalla Chiesa Cattolica stessa. Se una cosa è giusta (e biblica), lo è sempre: per farla non occorre certo aspettare le proteste altrui o il rischio di fallimento.


Il secondo intervento di Bagnasco è sconvolgente, ma è passato in cavalleria, quasi del tutto inosservato. In questo intervento, la Chiesa Cattolica ha affermato due concetti: il primo è che la Chiesa Cattolica sarebbe occasione di scandalo se non pagasse il dovuto; il secondo è che chi evade le tasse è un peccatore.


Quanto al primo concetto, la Chiesa Cattolica è indubbiamente sicura e serena di aver pagato il dovuto (altrimenti affermerebbe il falso, con doppio scandalo). In materia fiscale la Chiesa Cattolica non vuole scandalizzare. Altre occasioni di scandalo in essa sono ben note da molti anni, ma il credente cattolico sembra non curarsene (a partire, in primis, dagli abusi sessuali, oramai palesi). Che cosa occorre perché il cattolico riesca finalmente ad inquadrare in modo corretto la realtà della religione che segue (tanto sono gli altri a patire gli abusi, non i nostri cari ... )?


Quanto al secondo concetto (evasore = peccatore), è chiaro che esso non interessa perché in Italia parlare di peccato è come parlare della morte (con i soliti accompagnamenti dei soliti gesti rituali…). Un peccatore oggi, in Italia? È uno scherzo? Di che cosa parliamo? Per parlare di peccato, qui da noi, bisogna veramente averla fatta grossa: forse una schettinata (fresco conio da “Francesco Schettino”, il famigerato capitano della nave Costa Concordia). Ma non è detto che anche la schettinata valga (vedremo come andrà a finire questa tragedia). Evadere le tasse, al contrario, è un merito, una furbata, per la stragrande maggioranza degli Italiani (altrimenti non ci sarebbero circa cento miliardi di euro in meno nelle case dello Stato – l’equivalente di più manovre finanziarie). Se l’equazione vale, allora l’Italia è piena di peccatori, tanti quanti sono gli evasori. Lo scatafascio sarebbe ancora più grave di quello economico (giacché lo scatafascio dello spirito è quello più importante, a ben guardare: il novanta per cento degli Italiani è nominalmente cattolico). Senza il Vangelo non si va da nessuna parte. Senza il Vangelo non si può parlare di rinascita spirituale. L’etica rischia di rimanere quella che è.


Il silenzio di tomba che ha accolto il principio per cui chi evade è un peccatore, non sorprende chi abbia tra le mani la Parola del Signore. È uno dei tanti silenzi che pervadono il nostro Paese.


Chi maneggia la Bibbia, non si aspettava certo che il giorno dopo le affermazioni di Bagnasco le chiese cattoliche fossero invase dalla marea di peccatori battentisi il petto e recitanti a capo chino, cosparso di cenere, il mea culpa, marea pronta a essere accolta da preti dallo sguardo comprensivo e magnanimo. Ovviamente, tutto questo non è accaduto, e tutto continua come prima, più di prima, peggio di prima.


L’invito del cristiano secondo il N.T. è, al solito, quello di tornare al Vangelo di Cristo per unirsi alla Sua Chiesa. Si può fare, ogni giorno, con l’aiuto del Signore. Non rimandiamo!

 

[Arrigo Corazza] Pisa, 7 febbraio 2012


Non ci sono commenti.
Cerca
Dove siamo
Il materiale viene messo a disposizione di chiunque voglia scaricarlo per uso personale. La Chiesa di Cristo in Pisa non è responsabile dell'uso improprio che si possa fare di tale materiale.