ADEMPIERE OGNI GIUSTIZIA (Mt 3:15)

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ADEMPIERE OGNI GIUSTIZIA (Mt 3:15)

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«Sia così ora, poiché conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia» (Mt 3:15)

 

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ll cristiano deve rifarsi – in tutto è per tutto – a Gesù, seguendone il modello di comportamento nell’applicazione della volontà di Dio. Gesù è potenza e sapienza di Dio (1Cor 1:24) perché ha adempiuto, mediante l’ubbidienza più piena, la giustizia di Dio. A questo proposito, Mt 3:15 costituisce una gemma davvero preziosa.

Brevemente il contesto (Mt 3:1-17): l’avvento di Giovanni il Battista, severo precursore del Messia eccita l’interesse del popolo, convinto che Dio sia tornato a parlare attraverso un suo profeta dopo secoli di silenzio. Giovanni annuncia la vicinanza del Regno, e a tal fine richiede il pentimento di tutti i peccatori. La massa si reca al Giordano per sottoporsi al battesimo impartito da Giovanni. Gesù, dalla Galilea, si presenta al Battista. Il quale cerca di impedire questo battesimo, ben sapendo che senza peccato è colui che chiede di essere immerso e che, pertanto, i ruoli dovrebbero essere ribaltati. A questo punto, dopo aver visto brevemente il contesto, sostiamo sulle parole del Signore, le prime ricordate da Matteo.

 

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«Sia così ora».

L’originale recita: «Lascia, ora». Il credente deve appropriarsi i tempi e i momenti stabiliti dalla sapienza divina. Nella sua vita c’è un tempo per tutto, e tutto deve risultare scritturale, utile e positivo nel Regno. Ciò che sembra ora addirittura irrazionale o poco propizio, può benissimo essere un seme meraviglioso gettato alla gloria di Dio. Noi non siamo Dio, e dobbiamo riporre in lui tutta la nostra fiducia. Tempi e momenti della nostra vita appartengono a Lui: non dimentichiamolo! Armiamoci di speranza, quella proveniente dalla consolazione e ammonizione delle Scritture (Rm 15:4). E lasciamo che sia come Dio vuole.

 

«Poiché».

Nel Regno di Dio, nel suo progetto salvifico, ogni cosa sta al suo posto e avviene a su tempo. C’è sempre una spiegazione per l’agire di Dio, che, nella Bibbia, ne ha detto i motivi. Ascoltiamo le ragioni del Signore e facciamole nostre!

 

«Conviene».

Il piano di Dio è saggio, santo, necessario alla salvezza del peccatore. Quando il peccatore si rimette alla grazia del Signore, facendo ciò che conviene fare, allora si riverseranno su di lui le ricche benedizioni celesti. Occorre fare ciò che è doveroso verso Dio, ossia quel che Dio stesso ha stabilito nella sua onnipotenza, e non quello che noi pensiamo sia giusto fare.

 

«Che noi».

Il cristianesimo è comunione, dialogo, gioia collettiva in Cristo. Nessuno può privarsi degli altri. Il corpo di Cristo, la Chiesa, è una pluralità di spiriti uniti nella verità e nella carità di Gesù, grazie all’unica mente che da lui procede. La vita di Gesù è una dimostrazione di come si debba vivere per servire gli altri. “Noi” è assai migliore di “io solo” (cfr. la bella immagine in Eccl 4:9-11).

 

«Adempiamo».

L’originale greco pleròo esprime l’idea della completezza, del riempimento, della completezza. Del riempimento, della colmatura. Per adempiere la volontà divina è necessario agire, operare nella luce del Vangelo.

 

«In questo modo».

Nel Regno le cose si adempiono secondo il modo stabilito da Dio, e non secondo l’uomo. C’è un’enorme differenza tra le vie di Dio e quelle dell’uomo (Is 55:9; 1Tm 3:15).

 

«Ogni».

Nella vita spirituale siamo chiamati a completare ogni aspetto del Vangelo e non una parte soltanto. Ciò può guidare ad atteggiamenti e comportamenti insufficienti alla salvezza, talora espressi in una religiosità tradizionale – dedicata solo ad alcuni aspetti e non alla totalità della fede.

 

«Giustizia».

Questo termine evoca uno dei concetti più ricchi di tutta la Bibbia. La giustizia di Dio deve essere l’oggetto della vita del credente immesso nel Regno (Mt 6:33). Nel Vangelo si rivela la giustizia di Dio (Rm 1:16). Paolo si sforzava di non essere trovato davanti a Dio con una giustizia propria, derivante dalla legge mosaica, ma con quella che sì ha mediante la fede in Cristo (Fil 3:9). In chiusura dell’Apocalisse (22:11), lo Spirito Santo invita: «chi è giusto continui a praticare la giustizia», secondo gli orientamenti del Fedele e Veritiero che giudica e combatte con giustizia (Ap 19:1 1). «In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello» (1Gv 3: 10). «Beati gli affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati» (Mt 5:6). Dunque, vivere per adempiere la giustizia di Dio diventa l’imperativo della vita del credente, anche a costo di soffrire. E soffrire per la giustizia di Dio è una beatitudine (1Pt 3:14; Mt 5:10).

 

Arrigo Corazza

 

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MATTEO 3:15

(Valerio Marchi)

 

 LASCIA FARE PER ORA (Eccl 3:1)

– Non dobbiamo pretendere di stabilire noi i tempi adatti (At 1:7)

– Dobbiamo però cercare di «comprendere e assecondare i tempi di Dio (Mt 16:3)

– Anche profeti e apostoli aveva da imparare in questo (cfr. Mt 11:2-3; Gv 13:7-8)

 

PERCHÉ (Is 55:8)

– C’è sempre un motivo in ciò che Dio fa (Rm 8:20s)

– Dobbiamo fidarci della sua sapienza (1Cor 1 – 2)

– Dobbiamo ricercare ed accettare la sua spiegazione (Mc 4:34)

 

CONVIENE (Ef 5:3)

– Il proposito di Dio è saggio e necessario per noi (2Tm 3:4-17)

– Spesso non sappiamo ciò che è bene (Rm 8:26)

– Dobbiamo sottometterci al suo volere e lasciare da parte, se serve, anche le nostre “buone intenzioni” (Ger 10:23; Mt 16:22-23)

 

CHE NOI (Am 3:3)

– Il cristianesimo non si vive da soli (Mt 18:19-20; At 2:46-47)

– Occorre ricercare e vivere assieme uniti la volontà di Dio (1Cor 1:10)

– Un regno diviso in se stesso non può (Mt 12:25)

 

ADEMPIAMO (Gv 13:18; cfr. Lc 24:44)

– Dio porta sempre a compimento i suoi piani (Ef 1:10,23)

– Nei suoi confronti dobbiamo essere ricettivi e collaboratori (1Cor 3:9)

– Il nostro adempimento deve tendere ad essere completo (Ef 6:13; Gc 1:4)

 

IN QUESTO MODO (Mt 23:23)

– Dio ci ha detto le cose da fare e come farle (Mt 28:18-20)

– Dobbiamo adempiere i suoi voleri a modo suo (2Tm 1:13-14; 1Tm 3:15)

– Le giuste forme con il giusto spirito (Gv 4:24)

 

OGNI GIUSTIZIA

– Il regno di Dio «è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo» (Rm 14:17; cfr. 8:4)

– Il discepolo è affamato e assetato di giustizia, pronto a soffrire per essa (Mt 5:6,10)

– La giustizia di Dio va ricercata, riconosciuta e messa in pratica (Mt 6:33; Ap 22:11)

– Non deve essere la nostra giustizia, ma la sua (Mt 5:17ss; Fil 3:9)