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CHI AGGIUNGE ALLA CHIESA? CRISTO O GLI UOMINI?

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«Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati» (At 2:47; Nuova Riveduta).

 

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«ὁ δὲ κύριος προσετίθει τοὺς σῳζομένους καθ᾽ ἡμέραν ἐπὶ τὸ αὐτό» (At 2:47; traduzione letterale: «Il Signore aggiungeva i salvati ogni giorno al loro insieme»).

 

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IL CONTESTO

Pur essendo un verso di capitale importanza per il concetto di salvezza in Cristo, Atti 2:47 spesso non è considerato per il valore che esprime. Vedremo avanti le motivazioni, dopo aver collocato il brano nel suo contesto.

Innanzitutto è da notare che At 2:47 chiude il capitolo dedicato all’inizio della Chiesa (la suddivisione in capitoli non è originale, ma qui si rivela appropriata). A Pentecoste, intorno al 30 – 33 d.C., ha inizio la Chiesa di Cristo, la Chiesa del N.T. Tutta la sezione si preoccupa di spiegare con accuratezza il fenomeno pentecostale come coronamento di profezie precedenti (proferite da Gioele e dal Signore Gesù: vedi Gl 2:28-30 e Lc 24:49). L’origine della Chiesa non è dunque casuale, ma risponde appieno al piano di salvezza perseguito da Dio nel corso della storia umana.

Dopo il battesimo, conseguente alla richiesta di ravvedimento formulata da Pietro (At 2:38), viene a formarsi un insieme di credenti in Cristo. Si tratta dell’adempimento di una promessa rivolta a tutti (Giudei e non Giudei) da Dio attraverso il Signore (At 2:39): i credenti in Cristo, i “cristiani” (At 11:26), sono i “chiamati”, i “convocati” di Dio (vedi Rm 1:6-7; 8:28,30; 1Cor 1:9,24; Gal 1:6; Ef 4:4; Eb 9:15; 1Pt 1:15; 5:10; Gd v.1; Ap 17:14). In quel giorno di Pentecoste furono aggiunti circa tremila “chiamati” (At 2:41) al corpo di Cristo, la Chiesa (Col 1:18), appena formatosi. Di questo gruppo sono evidenziati il timore e la perseveranza nell’ascoltare l’insegnamento apostolico e nella comunione fraterna, nello spezzare il pane e nelle preghiere, nella vita in comune (At 2:42-47). I cristiani lodavano Dio e il popolo li apprezzava (At 2:47).

 

ANALISI

Non l’uomo ma il Signore è l’autore dell’incorporazione alla Chiesa (all’insieme), perché egli è il capo del suo corpo, che è la Chiesa. L’attività del Signore è continua: come aggiungeva allora, così aggiunge oggi. V’è di più: aggiunge ogni giorno alla Chiesa. Si tratta di un’opera di riscatto formidabile, che avrà termine al suo ritorno, quando egli consegnerà il Regno nelle mani del Padre (1Cor 15:24). Quindi, dappertutto oggi è possibile costituire la Chiesa di Cristo mediante la predicazione del Vangelo e la risposta ubbidiente di chi ascolta. L’ubbidienza di chi ascolta il Vangelo implica il ravvedimento, che non è solo il cambio totale di mentalità e di vita, ma è anche l’abbandono di ogni stato contrario al Vangelo.

Da ultimo, bisogna riconoscere che il problema, nell’aggiungere alla Chiesa di Cristo, sta unicamente nella pretesa dell’uomo di compiere quest’operazione. È un errore colossale: noi non aggiungiamo nessuno alla Chiesa, è il Signore a farlo. Noi non possiamo rendere gradito a Dio ciò che non gli è gradito e chi non gli è gradito. Bisogna limitarsi ad esercitare l’unico potere che abbiamo in merito: quella di rispettare l’autorità di Dio, vivendo in comunione con chi è in comunione con il Signore, e non con chi non lo è. Tutto qui. Nessun uomo può cambiare le carte in tavola (cfr. Is 5:20).

 

CONCLUSIONE

«Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio» (1Cor 6:9-11).

Così scrive Paolo in 1Cor. 6:9-11. Chiediamoci: Cristo aggiungerebbe alla Chiesa, senza ravvedimento, i peccatori descritti in questo brano ? Due esempi:

– il Signore aggiunge l’ubriaco alla sua Chiesa da peccatore o da ravveduto, con o senza la bottiglia?

– Il Signore aggiunge l’adultero alla sua Chiesa da peccatore o da ravveduto, con o senza una compagna che non gli è lecito avere?

La risposta è: Cristo aggiunge alla Chiesa solo quando esiste il ravvedimento e il battesimo, quando l’ubriaco lascia la bottiglia e l’adultero chi non gli è lecito avere: «tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio» (1Cor 6:11).

Se il Signore non aggiunge alla Chiesa chi non è ravveduto e battezzato secondo il N.T., allora come mai l’uomo si arroga il diritto di farlo usando questo principio: “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdámmoce ’o ppassato”? Come che sia, la Parola di Dio permane, nonostante tutti gli equilibrismi interpretativi (e non) degli uomini: «Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete …» (1Cor 6:9).

 

Arrigo Corazza