VOCAZIONE AL VERO DISCEPOLATO (Gv 1:35-51)

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VOCAZIONE AL VERO DISCEPOLATO (Gv 1:35-51)

1 ottobre 2021

 

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La vocazione

 

TESTI BASE

  • Romani 10:17
  • Matteo 7:7
  • Apocalisse 3:20
  • 2Tessalonicesi 2:14

 

CONSIDERAZIONI GENERALI

  1. L’iniziativa della salvezza parte sempre da Dio in Cristo Gesù. Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. Infatti, c’è un solo Dio e anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto; questa è la testimonianza resa a suo tempo» (1Tm 2:4-6).
  2. Tale iniziativa si innesta su un’ansia e una ricerca che l’uomo ha nel cuore. «Che cercate?» (v. 38). Prime parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni. L’uomo desidera sapere chi è Gesù («Dove dimori?»).
  3. «Venite e vedrete» (v. 39). È una scoperta progressiva.
  4. Dio non si rivolge ad una massa anonima, ma a ciascuno in modo personale ed esige pertanto una risposta personale e totale per un destino personale.
  5. La vocazione è quindi un dialogo tra due volontà che si uniscono per attuare un progetto comune. È un impegno vitale che trasforma mente, cuore e volontà.
  6. Il movimento della vocazione è triplice.
    • Primo movimento – L’iniziativa divina ci strappa dal quotidiano per lanciarci in un’avventura. La vocazione è perciò distacco dal passato e rischio.
    • Secondo movimento – è quello della risposta gioiosa: si trova dopo aver cercato, si dimora dopo aver seguito il Cristo. Questi sono i verbi del cammino con Cristo per entrare in comunione con Lui.
    • Terzo movimento – Si giunge alla metà. Si diventa, cioè, cristiani, creature nuove, con un nome nuovo, con un corpo purificato, tempio dello Spirito, un corpo dedicato alla santificazione.
  7. La vocazione (2Ts 2:14) non è un qualsiasi momento della vita, sia pure privilegiato, è l’ora definitiva che tutto modifica, che tutto sconvolge, che fa tutto nuovo. Si tratta dell’irruzione di Cristo nella vita di una persona per:
    • ghermirla (Fil 3:12);
    • conservarla nel cammino senza fine della grazia e della gloria (Gal 2:20);
    • la vocazione in Cristo è un’alba senza tramonto: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente» (Mt 28:20).

 

LA FIGURA DEL DISCEPOLO SECONDO IL QUARTO VANGELO

– Accoglie la testimonianza (rivelazione).

  • Rivelazione generale movimento – La natura.
  • Rivelazione speciale – la Parola di Dio (la Bibbia). In questo caso la testimonianza è resa da Giovanni Battista, che non è la luce ma solo il testimone della luce (Gv 1:6-8). Quale straordinario personaggio: il più grande degli uomini porterà personalmente a Cristo due suoi discepoli, i primi “piccoli” del Regno di Dio, che, in quanto tali, diventano più grandi di lui (Mt 11:11)! I due discepoli lasciano il loro maestro, il Battista, per seguire colui che egli ha indicato. Questo è un modo concreto per dire che Gesù è maggiore del Battista: il vero Maestro è lui! (cfr. Matteo 23:8). Da allora in poi i due si dedicano in toto a Cristo.

– Il Signore incoraggia sempre nella ricerca: «Che cercate?»; «Chi cerca trova», «a chi bussa sarà aperto».«Cercare è ottima cosa, ma gingillarsi con la ricerca per soddisfare un’esigenza puramente critica, amare il problema per il problema, non ha senso quando si tratta di dover cercare la salvezza. L’assillo non è, allora, cercare, ma trovare, cioè andare sino in fondo per prendere decisioni e partecipare agli altri quanto si è trovato».

– Viene e vede (Gv 4:39-42).

– Chi sei veramente, Gesù?

  • Gv 8:31; 15:9. Dimorare in lui, nel suo amore.
  • Implica un’adesione profonda, sofferta e vitale, che fa del chiamato un tralcio fecondo della vite che è Cristo (Gv 15:4-7).

– Diventa testimone a sua volta.

  • Andrea e il suo amico trovano il Messia, Andrea trova Simone.
  • Gesù trova Filippo, Filippo trova Natanaele.
  • Il discepolo trova Cristo per farlo trovare anche da altri, con la stessa passione che ha fatto seguito al suo incontro con lui, con la stessa gioia che egli per primo ha provato e che non può essere sterile se vuole essere vera gioia.

 

Arrigo Corazza