CHE COSA SUCCEDE QUANDO UN CREDENTE CATTOLICO MUORE?

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CHE COSA SUCCEDE QUANDO UN CREDENTE CATTOLICO MUORE?

8 maggio 2024

 

«Noi tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male» (2Corinzi 5:10).

 

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Nel Quarto Concilio Lateranense (1215) fu imposta ai credenti cattolici la confessione dei peccati al parroco almeno una volta all’anno e la partecipazione all’eucarestia almeno a Pasqua.

 

XXI Costituzione

Della confessione, del segreto confessionale, del dovere di comunicarsi almeno a Pasqua

Qualsiasi fedele dell’uno o dell’altro sesso, giunto all’età di ragione, confessi fedelmente, da solo, tutti i suoi peccati al proprio parroco almeno una volta l’anno, ed esegua la penitenza che gli è stata imposta secondo le sue possibilità; riceva anche con riverenza, almeno a Pasqua, il sacramento dell’Eucarestia … Altrimenti finché vive gli sia proibito l’ingresso in chiesa, e – alla sua morte – la sepoltura cristiana. Questa salutare disposizione sia pubblicata frequentemente nelle chiese, perché nessuno nasconda la propria cecità con la scusa dell’ignoranza.

 

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Una recente indagine del sociologo Luca Diotallevi (La messa è sbiadita. La partecipazione ai riti religiosi in Italia dal 1993 al 2019, Rubbettino, 2024) presenta una situazione disastrosa circa la partecipazione degli Italiani ai riti religiosi. Siamo ai minimi di ogni tempo. Del resto, basta guardarsi intorno per avere il polso della situazione (sempre che si voglia “vedere”). Un tempo si diceva che non andare a messa era peccato mortale, peccato grave. Oggi nessuno oserebbe affermare questa verità cattolica (che, a quanto pare, non è cambiata). Oggi non esiste più un peccatore («il “peccato”? Ma che cos’è?», dice la massa). Chi va più in confessionale (e torniamo all’ingiunzione del 1215)? Chi parla più di paradiso, inferno e purgatorio? Eppure, si avvicina il 2025 con il Giubileo a Roma, che si nutrirà di indulgenze atte a intervenire sul problema del peccato, della colpa e delle pene da scontare nel mondo ultraterreno. Ma nessuno sembra sapere niente, nessuno sembra interessarsi, nessuno ne parla. In generale, ciascun credente cattolico vive la propria fede come meglio crede, talvolta facendo la pessima figura del credente non praticante, di fatto ateo. Insomma: un ibrido, una specie di mostro tipo Frankenstein, una palese contraddizione in termini.

Arriva poi qualcosa a chiudere la vita di tutti noi. Si chiama “morte” (fisica). Allora, chi non è cattolico, chi non ha dimestichezza con il sistema cattolico, chi vuole seguire soltanto la Parola di Dio si chiede (e chiede a chi di dovere, a chi deve dare una risposta): che cosa accadrà al cattolico che, prima di morire, non si confessa, non si munisce dei conforti religiosi, non va mai a messa, bestemmia volentieri a tempo e fuor di tempo, divorzia, convive e via dicendo contro le leggi della Chiesa Cattolica? Perché il Papa, che secondo il Concilio Vaticano I (1870), è dotato dell’infallibilità quando parla ex-cathedra, invece che dilungarsi sulla riabilitazione delle suocere («Oggi la suocera è un personaggio mitico, non dico la riteniamo il diavolo ma è sempre una brutta figura», 27 aprile 2022), non dice – lui che è il Santo Padre – come stanno le cose al momento della morte? Chi va all’inferno? Chi va in purgatorio (e per quanto)? Chi va in paradiso? Su quali basi comportamentali? Chi decide la sorte nell’aldilà?

Chi è cristiano seguendo unicamente il Nuovo Testamento conosce le risposte bibliche e vive di conseguenza. Ma il cattolico medio sa dove andrà a finire? Viene informato dai preti su ciò che lo aspetta? Perché in Italia non si parla mai della morte? Perché la nostra società è così profondamente secolarizzata, sebbene sia composta per la stragrande maggioranza da cattolici che vivono al centro mondiale del cattolicesimo?

Ribadiamo la domanda: che cosa succederà a te [credente cattolico, che non vai a messa, che non sei praticante, che bestemmi, che ignori completamente la Parola di Dio, che tradisci tua moglie / tuo marito, che sei violento, corrotto, che non confessi mai i tuoi peccati al prete nel confessionale e via dicendo] quando lascerai questo mondo?

Attendiamo una risposta, precisa e definitiva, da parte di chi di dovere nel mondo cattolico. Grazie.

 

Arrigo Corazza